Cinque giorni fa sono partito da una Bangkok in fiamme.
Sono dovuto partire prima possibile perchè molte strade erano bloccate e anche i taxi non uscivano più per portarmi in areoporto. Così sono partito a piedi col solito zaino in spalla, fedele al viaggiare nomade con pochi soldi volente o nolente, fino a raggiungere un autobus che dopo ore mi ha accompagnato all’areoporto mentre si costruivano barricate con filo spinato e pneumatici.
Ho portato in viaggio il libro di Simone Perotti e l’ho finito dopo una settimana che ero ancora in Malesia.
E’ scritto da uno che di soldi ne guadagnava a palate e questo si sente. Ma ci sono spunti interessantissimi, e’ di agevole lettura e va sul pratico. Ovviamente l’ho preso perche’ un po’ parla di me. Il mio viaggio e’ anche una sorta di contestazione tutta personale a un modo di vivere di una societa’ in cui non mi riconosco. E’ il desiderio della liberta’ da, e io sono molto bravo nella liberta’ da.
Le giornate di aprile si fanno roventi, ma nonostante cio’ la citta’ di Siam Reap, base per la visita ad Angkor, e’ piena di turisti. Ahh, I turisti. Ho constatato che alcuni pervengono a questo blog tramite la digitazione sul motore di ricerca di ‘’turista o viaggiatore’’.
Sembra che il post che scrissi dalla Thailandia sulla differenza tra le due categorie interessi parecchio.
"La regina di cuori deve correre sempre più in fretta per rimanere sempre nel punto in cui si trova. Vedete, è esattamente quello che tutti quanti state facendo. Correte sempre più forte, ma non vi muovete per nulla. Tutto ciò che fate per scoprire dove siete esattamente non vi porta da nessuna parte.
Questo vi dà l'illusione di lavorare su qualcosa, o che state raggiungendo i vostri obiettivi, senza sapere che tutto quello che fate è completamente slegato dalle naturali funzioni del vostro corpo. Non state agendo in modo naturale, perché l'ideale che la cultura vi ha imposto ha falsificato la naturalezza delle vostre azioni."
(U.G. Krishnamurti)
NEW PARTIZANS
Partigiano, come poeta, è parola assoluta, rigettante ogni gradualità
(FENOGLIO)