Perchè questo blog
Per questioni karmiche, per indole e per un’antico senso di giustizia interiore sono sempre stato attratto dalle esperienze rivoluzionarie e dalle trasformazioni sociali.
La figura del Partigiano ha assunto per me la valenza di un archetipo che significa Coscienza, Ricerca della Libertà, Amore.
Ricerca della libertà perchè siamo nati per essere liberi e abbiamo il diritto e il dovere di cercare la libertà (fisica, economica, emotiva, spirituale ecc.), nostra e di tutti gli esseri.
Attorno ai Vent’anni, inquieto e insoddisfatto, incontrai le filosofie Orientali, iniziai a interessarmi di Buddismo, Sufismo, Meditazione, studiai e lessi come un folle: vi trovai una saggezza sconosciuta e una via spirituale di conoscenza che per me, avverso ai dogmi, ai poteri religiosi e ai monoteismi ipocriti, risuonava come un balsamo e una impensabile porta d’accesso alla spiritualità.
In particolare trovai interessanti gli insegnamenti del maestro indiano Osho, e soprattutto la sua teoria di Rivoluzione Interiore. Dopo aver compreso il fallimento delle ideologie per la creazione di un mondo e di un Uomo nuovo, questo nuovo approccio era chiaro: è l’Uomo che deve essere trasformato ma dal di dentro.
Quindi la Rivoluzione non poteva avvenire se prima non avveniva dentro l’Uomo: senza una trasformazione della Coscienza non poteva avvenire una trasformazione della società e delle relazione tra gli Esseri. Non potevo fare finta di fare il rivoluzionario se il mio mondo interiore era uno schifo. Se la rivoluzione fosse accaduta, sarei stato più felice? Compresi meglio come il mondo esteriore sia uno specchio del mondo interiore e quella che chiamiamo realtà è tale perchè è un riflesso di quello che abbiamo dentro. Se è violenta, egoista e cinica è perchè noi siamo così.
Mi laureai con una tesi in Filosofia Orientale e andai in India e mi consacrai all’Essenza del Viaggiare.
Imparai molte cose, tornai a casa non illuminato, sempre con molti dubbi ma più felice.
Ero un occidentale cresciuto in una cultura materialista che aveva cercato aria più respirabile a Oriente, ma anche l’Oriente non era da solo la soluzione. Occorreva un dialogo, un incontro, tra il dentro e il fuori, maschile e femminile, Sole e Luna, Yin e Yang o come volete chiamarlo.
Partigiano Zen diventa il nome che indica una ricerca a più dimensioni, olistica, senza escludere nessun aspetto dell’Essere, ma anzi conciliando il materiale con lo spirituale.
Come Oriente e Occidente devono incontrarsi e mescolarsi armonicamente così il Partigiano Zen è per me un figura dinamica a cui tendere: un Essere centrato e consapevole che non dimentica l’interdipendenza con gli altri e il mondo attorno, una persona con un senso di giustizia che lotta contro le disuguaglianze ma non lo fa per gratificare il proprio Ego o per irrisolti conflitti interiori.
Il Partigiano Zen è un guerriero di pace, che ha capito che deve affrontare i suoi nemici interiori e comprendere i propri meccanismi emozionali e mentali senza doversi ritirare in monastero. Sa che è giusto lottare nel mondo e non si tira indietro se le battaglie lo chiamano. Ma sa che la Realtà non si esaurisce nel mondo materiale e l’Amore è l’arma più potente.
Come si dice nello Zen: “Essere nel mondo ma non del mondo”.
Questo blog vuole offrire degli incontri tangibili tra mondo interiore e mondo esteriore, della pratiche concrete di trans-formazione che rendano gli individuali più felici, veri e degni di Essere.
Gli argomenti di cui tratto fanno riferimento a 3 grandi temi:
Educ-Azione e Società
Informazione in libertà: Cosa fare e come per Essere nel mondo e Starci bene (il più possibile)
Trasformazione Interiore e Crescita Umana
Suggerimenti, pratiche e visioni sull’Essenza e la libertà da se stessi
Viaggi
Viaggiatori del mondo di fuori, viaggiatori del mondo di dentro

