Sono stato in piazza Grande a Modena per il concerto di Francesco Guccini qualche giorno fa. Bello. I biglietti erano finiti e poi non mi andava di pagare così ho cominciato a girare attorno alla piazza finchè non sono arrivato in un vicolo dove si riusciva a vedere il palco. Due ragazzi erano seduti su di un cassonnetto della spazzatura. Mi sembrava un ottimo posto, ho gentilmente chiesto se era occupato e poi sono solito anch’io. Mi sono visto uno splendido concerto, in una comoda posizione in mezzo a gente simpatica.
Oggi ho riascoltato Don Chisciotte, che pezzo meraviglioso. Mi da una spinta all’azione, nonostante sia al momento fermo e senza un chiaro orizzonte.
L’ingiustizia non è il solo male che divora il mondo,
anche l’anima dell’uomo ha toccato spesso il fondo,
ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa
il nemico si fà d’ombra e s’ingarbuglia la matassa…
Ospitato un paio di giorni all’Elba da un caro amico romano Roberto mi viene in mente un veloce dialogo con un anziano pescatore che diceva che c’è sempre meno pesce. “Il mondo finisce! Avete sentito parlare del 2012?”. Anche lui parla di 2012. Mah, non so se finirà il mondo, eppure ho la percezione che stiamo arrivando alla fine di qualcosa e che molti stanno aspettando l’inizio di qualcos’altro, ma nessuno sa bene cosa. Il nemico si fà d’ombra e si ingarbuglia la matassa. Viviamo in tempi da Sodoma e Gomorra e si sente nell’aria il diluvio universale. So anche che c’è qualcuno che sta per costruire l’arca e ci sto facendo un pensierino anch’io.
Guardando la patetica nazionale di calcio l’ho trovata una perfetta copia del nostro paese. Belle magliette, poco rilancio, chiusura ai giovani e agli immigrati, cristallizzazione del potere, assenza di creatività. E soprattutto, avete visto come negli ultimi minuti, con la merda fino al collo, ormai sicuri della sconfitta, si sono svegliati e hanno fatto anche azioni interessanti e gol con i quali avrebbero potuto vncere solo se si fossero svegliati prima?!
Quando stai per affogare ti svegli. Te la meriti la crisi.
Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch’io un realista,
ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista,
l’apparenza delle cose come vedi non m’inganna,
preferisco le sorprese di quest’anima tiranna
che trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti,
ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti.
Prima d’oggi mi annoiavo e volevo anche morire,
ma ora sono un uomo nuovo che non teme di soffrire
Fabio è un simpatico signore che lavora per la Buon Ristoro e riempie le macchinette al centro giovani, dove ho lavorato per alcuni mesi. “Quando mi hanno detto che sei andato in viaggio ho pensato tante cose. Hai fatto bene, stiamo correndo troppo, stiamo degenerando ecc.” Gli sorrido, parliamo un po’ e mi si conferma l’impressione che ci sia una tacita insoddisfazione per le risposte conosciute. C’è voglia di imparare a vivere, ma nessuno ce l’ha mai insegnato.
Che fare? si chiedeva Lenin prima della rivoluzione d’ottobre. Che fare? mi chiedo io prima del diluvio (fisico, mentale, spirituale?) che sento nell’aria.
Difficile restare in un non sapere con chiaro coraggio e senza rassegnazione.
Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro
perchè il “male” ed il “potere” hanno un aspetto così tetro ?
Dovrei anche rinunciare ad un po’ di dignità,
farmi umile e accettare che sia questa la realtà ?
Il “potere” è l’immondizia della storia degli umani
e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,
sputeremo il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte:
siamo i “Grandi della Mancha”,
Sancho Panza… e Don Chisciotte !
